Il libro di Saverio Astorino sulla natura e gli antichi popoli del Savuto

“LA SPINTA motivazionale del lavoro è costituita dal desiderio di volgere uno sguardo su un passato lontano e dimenticato, nell’ottica, forse orgogliosa, di una più ampia visione del sentimento di appartenenza ai luoghi in cui si è originata la propria esistenza”. L’incipit è la sintesi tra passione e conoscenza che ha portato alla stesura di uno dei testi più interessanti legati al recupero della Memoria, il cui carattere – secondo l’autore – vuole essere quello di racconto identitario e non storiografico -scientifico. In realtà storia e microstoria rappresentano l’asse portante dell’ultimo libro di Saverio Astorino, uomo di cultura, già docente nelle scuole. Il volume dal titolo <Natura e antichi popoli nella Valle del Savuto> è stato presentato a Santo Stefano di Rogliano. “La nostra Comunità è orgogliosa di aver tenuto a battesimo questo lavoro. Il libro del professor Saverio Astorino – ha spiegato il sindaco Lucia Nicoletti – rappresenta un valore aggiunto, una occasione di crescita del sapere per le nostre Comunità”. Assieme al primo cittadino alla iniziativa hanno partecipato (e sono intervenuti) Santo Orrico, Antonio Ungaro,  Franco Daddo Scarpino, Anna Maria Astorino, Stefano Barci e, naturalmente, l’autore. Preceduto da una performance musicale del gruppo “Sabatum Quartet” il dibattito ha trattato elementi di carattere storico, sociologico ed etnoantropologico con riferimento alla realtà locale per quanto concerne il rapporto tra cultura identitaria e cultura consumistica nell’epoca della globalizzazione. Il volume di Astorino si divide in due parti: “Ambienti e popoli del Sabatus” e “Sturni e Syllanum”. Oltre duecento pagine in cui l’insegnante originario di Scigliano ripercorre la storia (e la natura) della Vallata a partire dall’epoca bruzia.

(Gaspare Stumpo)

Fonte: Farola di Vita

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