Nel ricordo di Pietro Buffone l’unità della Valle del Savuto *

RICEVIAMO e pubblichiamo:

CORREVA l’anno 2006 e l’Amministrazione comunale uscente di centrodestra a Rogliano si sarebbe trovata in competizione con uno schieramento di centrosinistra. Fu in quella circostanza che – come scrive l’attuale sindaco di Rogliano Giovanni Altomare – l’nn. Buffone “rivolse alla mia modesta persona, direttamente coinvolto, la sua benevola attenzione. Ancora oggi gliene sono riconoscente e non lo ringrazierò mai abbastanza per i preziosi consigli e gli apporti che ha inteso riservarmi” ribadendo poi che “l’on. Buffone non ha assolutamente mai tradito le sue idee, la sua storia personale, i suoi convincimenti” e ricordando quanto dall’on. affermato e cioè che “le idee politiche sono una cosa, i fatti amministrativi locali possono anche essere un’altra”. Lasciando spazio al cuore il sindaco Altomare ricorda poi – per come è riportato nella fondamentale opera editoriale sulla vita politica di Buffone di Ferdinando Perri – che il suo “è un ricordo filiale; come un figlio, lui mi ha preso per mano, guidato, accompagnato. Mi ha impartito i primi rudimenti della politica, inculcandomi quella passione che, senza soluzione di continuità lui ha praticato per l’intera vita, rendendola quell’arte nobile, tanto spesso inutilmente evocata”. Non è nostro costume esprimere giudizi sulle qualità personali di chicchessia. Meno che mai nei confronti di un amministratore pubblico, ma ci consentirà il sindaco Altomare di rilevare che è strana riconoscenza la sua. Ingratitudine più che riconoscenza – per quanto scrive – se vogliamo essere rozzamente sinceri. Specie se corrisponde a verità il fatto che non sia stata recepita nemmeno da lontano dal Sindaco e dalla Giunta comunale la nostra recente segnalazione circa la richiesta di numerosi roglianesi di ricordare la figura di Pietro Buffone con un monumento cittadino. Sembrerebbe anzi – da quanto ci è stato riferito – che qualcuno in Comune ci abbia addirittura riso sopra. Al di la del fatto che per noi – semplici divulgatori di un sentimento popolare – non cambia nulla rimane il dato che – se vero – un atteggiamento così irriverente verso un sindaco pluridecennale e verso un uomo che con atti di governo rilevanti per la difesa nazionale ha onorato la Calabria si qualifica da sé e porta discredito purtroppo all’intera Comunità di Rogliano. Per la stima ed il rispetto che portiamo verso le figure istituzionali di qualunque livello, non fosse altro che per il suffragio popolare che hanno ricevuto, ci rendiamo ancora una volta interpreti delle numerose segnalazioni pervenute circa il sentimento roglianese di ricordare con un segno tangibile e visibile la figura di Pietro Buffone con un monumento da elevare in occasione della inaugurazione dei nuovi giardini comunali. In fondo non si chiede tanto in fatto di costi e, fra l’altro, potrebbero essere simbolicamente coinvolti anche altri Comuni come Santo Stefano di Rogliano dove l’attivissima sindaca, la dott.ssa Lucia Nicoletti, ha scritto che “l’on. Buffone è come se lo avessi conosciuto da sempre: uomo dalle mille risorse e dalle mille prerogative con tante guerre combattute, perse e vinte. Una vinta su tutte, l’ospedale di Rogliano, che ha dato lustro e identità all’intera Valle del Savuto. L’ha immaginato, l’ha voluto e l’ha realizzato e difeso strenuamente come nessun altro per scongiurarne la chiusura” concludendo che verso Buffone la sua “ammirazione era a prescindere da tutto, era l’esempio da seguire, da imitare. I suoi insegnamenti, i suoi consigli, il suo modo di essere erano scolpiti nella mia mente e pur volendo non riuscivo a distoglierli. Una persona per bene come pochi che ha lasciato a noi tutti una grande eredità” specificando poi che “ciò che di lui colpiva erano l’umiltà e la grande capacità di ascolto, di immedesimazione nei bisogni dei cittadini, la sua serenità quasi francescana, il suo essere sempre accogliente ed ospitale”.

Noi non sappiamo se nel 2006 l’on. Buffone ebbe una buona idea nell’incoraggiare alla politica il giovane educatore Giovanni Altomare. Di certo all’entusiasmo che si ebbe nelle prime consultazioni elettorali che videro Altomare come uno dei più votati seguì man mano un affievolimento nel complesso dei consensi fino alla insoddisfazione attuale della popolazione roglianese caduta nella più profonda marginalizzazione. Al di la di tutto ci piace però riportare quanto sostenuto dallo stesso Altomare nei confronti di Pietro Buffone che “prendendolo per mani, guidandolo ed accompagnandolo” lo fece emergere nella politica locale e cioè che “fu una bella, cara persona. Una persona che mancherà alla nostra Comunità. Nessuno escluso. Tutti i cittadini di Rogliano non lo dimenticheranno mai. La sua figura aleggia su tutti noi. Sembra ancora di vederlo in piazza, seduto al bar, mentre parla con la gente, sorridente, pronto a dare un consiglio, un aiuto”. Ed ancora “sempre vicino alle classi più indigenti, sapeva ascoltare i loro problemi e quando non riusciva a risolverli istituzionalmente lo faceva personalmente, con i suoi risparmi. Anche per questa sua consolidata attitudine, che in tantissimi potrebbero testimoniare, Pietro Buffone non è mai diventato un uomo ricco. Era ricco dentro”. Ecco, caro sindaco, “un uomo ricco dentro”. Prima di finire il corrente mandato l’attuale compagine amministrativa roglianese non farebbe nulla di male se si adoperasse a sensibilizzare gli altri sindaci del Savuto ad aderire simbolicamente all’iniziativa di onorare il ricordo di Pietro Buffone con un monumento in Rogliano ma che sia monumento della Valle del Savuto.

Ciò anche sulla scia di quanto già a lui riconosciuto nell’aprile del 1970 dalla Democrazia Cristiana del Savuto nel 25° anno della sua attività politica e che di seguito riproduciamo su concessione di Ferdinando Perri. Rogliano e dintorni ne saranno grati perché non si vive di solo pane.

* Ciro Oddo

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