Il Santuario di Santa Liberata luogo di grazia e testimonianza

IL LUOGO è ameno, visitarlo è una esperienza unica non solo per la bellezza del paesaggio e per la vista che si gode guardando il panorama che dal basso Savuto si allunga sino a Cosenza, ma anche per la serenità che l’esperienza di fede riesce a trasmettere. I filari di acacia che lo circondano sembrano sentinelle. Per primi accolgono il pellegrino che molto spesso per devozione vi si reca a piedi inerpicandosi lungo la tortuosa strada che dal centro storico conduce sulla collina. Costruito a partire dal XVI° secolo, a pianta basilicale a tre navate con interni barocchi, il Santuario di Santa Liberata (nella foto) ha assunto l’aspetto attuale nel 1904. L’imponente facciata tufacea è visibile da più punti della Vallata. All’interno della chiesa, oltre al quadro, alla statua e agli affreschi raffiguranti la Santa, è conservato il prezioso reliquiario in argento in stile ambrosiano. Il Santuario come luogo di grazia, come luogo di testimonianza e verità. “Abbiamo scelto di elevare questa Chiesa a Santuario per dare un esempio di fermezza, di coerenza. Non possiamo vivere nella superficialità. La vita – ha spiegato a proposito l’arcivescovo di Cosenza, Nole’ – non ci è stata donata come qualcosa che si trova per strada. Il Santuario deve servire a questa riflessione: la mia vita dove sta andando? Santa Liberata è stata capace di dire no. Non ha tradito la sua fede, non ha tradito il Signore a costo della vita.  Il Santuario – ha aggiunto il presule – deve spingerci dunque a guardare lontano, ad essere persone nuove. Occorre ritornare alla mentalità che rispetti la persona, che rispetti l’ambiente, lontana da interessi materiali”. Il Santuario di Santa Liberata, ricordiamo, è stato sede Giubilare nell’Arcidiocesi Cosenza Bisignano nell’Anno Santo del 2000.

(Gaspare Stumpo)

Fonte: Parola di Vita

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