“Perchè diciamo no al progetto di decoro urbano e riqualificazione ambientale deciso dal Comune di Rende” *
RICEVIAMO e pubblichiamo:
Esprimiamo forte contrarietà sul cosiddetto “Progetto di decoro urbano e riqualificazione ambientale direttrici viarie principali: Quattromiglia – Commenda – Roges”, deciso dall’ex Amministrazione ed attualmente in esecuzione avanzata che prevede, tra l’altro, anche l’abbattimento di un notevole numero di esemplari di Pino domestico (Pinus pinea), ovvero tutti quelli posti lungo i viali Leonardo da Vinci e Don Minzoni. Il progetto, in base agli atti finora rilasciati dal Comune, non risulta sostenuto da alcuna perizia agronomica stilata in modo puntuale che ne legittimi l’attuazione: difatti, le due perizie a sostegno di tale dannoso progetto, da primi approfondimenti effettuati appaiono oltre che del tutto insufficienti a supportarlo anche contraddittorie tra loro.
Basti considerare che in una si afferma addirittura che: “Nella quasi totalità, il patrimonio ornamentale delle due arterie stradali è costituito da piante di pino che, data la loro età avanzata, non assolvono più la loro originaria funzione ornamentale ed estetico-visiva”. E’ semmai vero l’esatto contrario. I pini costituivano e costituiscono un importante funzione estetico visiva tanto da profilarsi come un elemento primario del paesaggio urbano, e un pino di 60/70 anni è tutt’altro che vetusto. Mentre l’altra perizia, redatta in passato per l’effettuazione di un altro piano di tagli, che si limita ad indicare gli esemplari ritenuti al tempo a rischio – per giunta con interventi portati malamente a termine l’anno scorso – non si comprende come mai sia stata richiamata a sostegno di un progetto con cui non ha alcuna attinenza.
Per di più, in questa perizia si era ritenuto di salvaguardare molti alberi mentre nella più recente, redatta senza una disamina particolareggiata, viene indicata la necessità di abbattere indistintamente tutti gli alberi. Lascia del tutto sgomenti il netto contrasto che sussiste tra i due elaborati, pure utilizzati dall’ex Amministrazione a sostegno del medesimo progetto di abbattimento selvaggio.
Riteniamo doveroso evidenziare anche alcune possibili violazioni di legge che renderebbero opportuno vietare o certamente sospendere il taglio dell’alberatura non ancora abbattuta.
Nel merito, la violazione degli articoli 34 e 71 del D.Lgs. n. 50/2016 (Codice degli appalti) e del D.M. 10 marzo 2020 del Ministero dell’Ambiente in cui sono contenuti dei Criteri Ambientali Minimi (CAM). Tali norme stabiliscono i termini di gestione degli interventi di rinnovo e manutenzione del verde urbano, per cui l’Amministrazione proponente è tenuta, preventivamente ad ogni decisione relativa ai tagli, a realizzare un censimento approfondito di tutti gli alberi presenti sul territorio. Così come le stesse norme stabiliscono la possibilità di effettuare l’affidamento del servizio di gestione e manutenzione del patrimonio arboreo solo in presenza di un “Piano del Verde” che deve rappresentare, a tutti gli effetti, lo strumento necessario integrativo della pianificazione urbanistica generale.
Sostanzialmente, il taglio degli alberi a Rende, che sta facendo tabula rasa di un patrimonio di inestimabile valore per la biodiversità urbana, sta avvenendo in totale assenza di un Piano del Verde.
Evidenziamo anche la violazione dell’articolo 5 della direttiva uccelli (n. 79/409/CEE) che, in combinato disposto con il D.M. già citato, prevede che non si possano abbattere degli alberi in assenza di soluzioni per la conservazione e la tutela della fauna selvatica. Inoltre, la stessa direttiva detta una seria di tutele per la conservazione di nidi e uova e ne vieta espressamente la distruzione.
Il progetto del taglio dei Pini in esecuzione a Rende non ha minimamente tenuto conto del fatto che il periodo di nidificazione degli uccelli va’ da marzo a fine agosto, e sta consentendo l’abbattimento in pieno periodo di nidificazione arrecando, in tal modo, un notevole danno a tutto l’ecosistema urbano.
Per tutti questi motivi, è stata inviata al Comune di Rende una vera e propria diffida, articolata e motivata con precisi richiami normativi, con il fine di chiedere formalmente ai Commissari/Amministratori di vietare il taglio dei rimanenti alberi e certamente di sospenderlo fino a fine agosto, quando terminerà il periodo di nidificazione.
* Forum Ambientalista Calabria