Mangone, il Kamishibai come strumento educativo per i più piccoli

Il Kamishibai è una forma di narrazione di origine giapponese che utilizza il teatro di immagini per l’animazione della lettura. Un metodo adoperato dai monaci buddisti per raccontare (al pubblico analfabeta) storie intrise di significati e di insegnamenti morali. In tempi moderni il Kamishibai è tornato a destare interesse come strumento educativo in quanto capace di stimolare la fantasia dei più giovani. Lo sa bene Andrea Cirolia, insegnante, autore di interessanti progetti sulla didattica. Il docente ha curato un laboratorio di Kamishibai presso il Bookstore Mondadori di Piano Lago (Mangone) coinvolgendo un gruppo di bambini in uno spazio messo a disposizione dal gestore (nella foto). Attraverso il materiale cartaceo i bimbi sono stati invogliati a riflettere (e a impegnarsi) utilizzando la narrazione e il disegno: il maestro ha fornito l’input, i piccoli hanno inventato e portato a compimento le storie. “Siamo partiti da poco e con poco. Abbiamo creato utilizzando un metodo tradizionale per poi passare a quello digitale. Un modo – ha spiegato Cirolia – per dare significato alla lettura, alla scrittura, al gioco e alla socializzazione”. Ogni singola produzione è diventata pertanto fruibile attraverso strumenti audiovisivi di ultima generazione e riproposta con successo nelle scuole. Nei giorni scorsi i protagonisti dell’esperienza hanno colorato una parete dell’aula di lavoro non prima, però, di aver assistito ad una lezione sull’importanza dell’utilizzo delle mani. “Fra le cose che si possono fare con le mani c’è quella di lasciare impronte. Anche perché – ha concluso Cirolia – un buon docente deve lavorare a stretto contato con i suoi alunni e, magari, sporcarsi le mani”. Una metafora per sottolineare l’importanza di adoperarsi, fattivamente, per la formazione di quelli che saranno gli adulti di domani. 

(Gaspare Stumpo)

Fonte: Parola di Vita

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