Corbelli difende i piccoli ospedali e ribadisce “per il S. Barbara era stata chiesta la trasformazione in Centro Grandi Ustionati”

CHIUDERE gli ospedali è stato un suicidio, una sorta di crimine contro il popolo calabrese! Diritti Civili per anni si è battuto contro questa barbarie della chiusura degli ospedali, andando anche a manifestare in piazza, come avvenne il 7 giugno 2011, a Rogliano per una manifestazione popolare (nelle foto, sotto) per difendere l’Ospedale Santa Barbara, che in questi anni abbiamo anche chiesto, ripetutamente, venisse adattato e utilizzato anche quale Centro Grandi Ustionati, una struttura del genere che in Calabria manca”. Lo ha scritto il leader di Diritti Civili, Franco Corbelli, intervenuto più volte, recentemente, nell’ambito della discussione sull’emergenza pandemica e, più in generale, sull’organizzazione del sistema sanitario calabrese”.

Franco Corbelli durante la manifestazione promossa il 7 giugno 2011 a Rogliano

“In questi anni – ha spiegato Corbelli – abbiamo difeso Rogliano e condannato la chiusura dei tanti ospedali interni”. Franco Corbelli è stato in prima linea durante le iniziative di lotte promosse sul territorio contro lo smantellamento del presidio ospedaliero cittadino deciso in funzione dell’ormai fallimentare Piano di Rientro dal Debito. Per il nosocomio del Savuto era stato chiesto un riordino funzionale alle necessità dell’Azienda ospedaliera di Cosenza di cui è parte integrante assieme ai plessi Annunziata e Mariano Santo. Tuttavia, purtroppo, a distanza di tempo sul nosocomio di via Sturzo continua a pendere la Spada di Damocle della riconversione. Anche perché, ricordiamo, un vero e proprio programma di riorganizzazione e potenziamento non è stato mai deciso e approntato dai vari management che si sono succeduti. Tutt’altro! Negli ultimi anni molti servizi sono stati ridimensionati o soppressi a svantaggio dell’utenza e con gravi difficoltà per il territorio. Chissà cosa verrà deciso invece dalla nuova struttura commissariale. Chissà se quest’ultima terrà conto delle istanze che provengono dal mondo politico-istituzionale e, soprattutto, dai cittadini. Se, cessata l’emergenza Covid, il clamore legato alle difficoltà legate alla carenza dei posti letto, il “Santa Barbara” tornerà ad essere un anonimo ospedale di provincia, da utilizzare – magari – all’occorrenza.

(Gaspare Stumpo)

* (gasparemichelestumpo@pecgiornalisti.it)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.