Scuola. Anche nel Savuto riprendono le lezioni in presenza, ma molti studenti rimangono ancora a casa

IL NUOVO DPCM parla chiaro: da questa mattina scuole aperte anche in zona rossa. In presenza fino alla prima media. E’ quanto indicato nel provvedimento d’aprile, in tempo di pandemia, a firma Mario Draghi. Ma questa misura in Calabria, zona rossa, nello specifico in alcune Comunità del Savuto, non è stata “digerita” dai genitori. “Preoccupazione” è la parola messa in evidenza già nei giorni scorsi, quando un certo numero di mamme e di papà ha cominciato a discutere del rientro dei ragazzi in presenza, soprattutto nelle chat. A Rogliano, per esempio, questa mattina si sono registrate diverse assenze. Dato indicativo? Protesta silenziosa? Dove non arriva la politica, possono, a quanto pare, le famiglie che, decidendo in tal modo, credono di tutelare i propri figli. Quanto potrà durare questo stato di cose, per certi aspetti comprensibile? Forse qualcuno doveva pensare “a ragion veduta” di dare più potere al territorio? “Che si dia ascolto ai sindaci” chiosano in tanti chiedendo l’ennesima chiusura dei plessi, nonostante la risposta degli amministratori sia in qualche modo univoca: “possiamo fare poco”. Si presti attenzione dunque alle istanze dei genitori. Si processino tamponi e si avvii, una volta per tutte (e in maniera massiccia e capillare), la campagna vaccinale unico salvavita, a quanto pare, per sconfiggere il Covid. Quanto perso in termini d’apprendimento da parte degli studenti non è certo recuperabile in questo “Annus horribilis” che ha segnato non solo assenze tra i banchi ma ha generato pure smarrimento in attesa della “notizia” che arriva sempre il giorno dopo. In molti chiedono misure di “prevenzione” perché ancora oggi i nostri piccoli Comuni, purtroppo, sono segnati dal Coronavirus e l’invito “a restare a casa” è rimasto in ogni caso sempre lo stesso.

(Massimiliano Crimi)

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato.