In Calabria ci sono 90mila stranieri residenti regolari. Rapporto immigrazione 2023 presentato all’Unical
“LIBERI di scegliere se migrare o restare”. È il titolo del Rapporto immigrazione 2023, presentato all’Unical. Per l’occasione abbiamo incontrato il relatore dell’incontro, l’esperto Simone Varisco di Fondazione Migrantes.
–Quali dati sulla Calabria e su Cosenza riguardo alle presenze di migranti sul territorio? C’è una presenza regionale di circa 90 mila persone di cittadinanza straniera residenti regolarmente in Calabria. Sono una percentuale abbastanza ridotta rispetto ai 5 milioni e 50 mila presenze a livello nazionale. La stessa incidenza sulla popolazione totale calabrese è inferiore rispetto alla media nazionale. Lì siamo intorno all’8,6%, in Calabria attorno al 5%, percentuale che scende ulteriormente a Cosenza e Provincia, dove si concentra la maggior parte degli stranieri in Calabria. Segnalo che ci sono circa 300 bambini di cittadinanza straniera nati in provincia di Cosenza nel 2021, nell’anno di cui abbiamo ultimo dato disponibile. È una realtà piccola rispetto ai dati nazionali. In ogni caso questa presenza innova all’interno della società.
–Da cosa le persone di origine straniera sono spinte a rimanere in Calabria? Ci sono comportamenti simili tra gli italiani e gli stranieri. Anche questi, come i ragazzi italiani, spesso si spostano al centro – nord per lavorare. Ma quando trovano qui le opportunità di costruire una famiglia e trovare lavoro, allora rimangono. Si adattano meglio alle professioni legate alla manualitàe all’agricoltura, con le virtù e i problemi che conosciamo, ad esempio quelli legati al caporalato e allo sfruttamento, per quanto questi fenomeni si trovino anche al Nord, penso al Veneto.
–Come già rilevato nei report degli scorsi anni, non c’è nessuna emergenza migrazioni. Conferma? Assolutamente sì, e lo dicono i numeri. Dobbiamo abbandonare le impostazioni ideologiche, che non ci danno il senso della realtà. Caritas e Migrantes ci danno dei numeri chiari: parlare di meno del 5% di cittadini stranieri rispetto alla totalità della popolazione è un numero che non può dire né sostituzione etnica nè invasione.
–E questo ci invita a superare le paure e ad accogliere. Accogliamo. La narrazione dell’emergenza guarda spesso alle cose materiali come il lavoro e il dirittoalla salute. Ma c’è di più: c’è tantissima produzione culturale sui migranti e di migranti, c’è tantissima produzione letteraria e poetica. Questo plasma la società italiana che è sempre più una società dell’accoglienza e dell’incontro.
Fonte: Parola di Vita